{"id":10144,"date":"2026-01-08T17:21:38","date_gmt":"2026-01-08T16:21:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tecnovat.it\/?p=10144"},"modified":"2026-04-14T11:23:47","modified_gmt":"2026-04-14T09:23:47","slug":"cbam-nel-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tecnovat.it\/ro\/cbam-nel-2026\/","title":{"rendered":"CBAM nel 2026: nuove regole e implicazioni operative per le imprese importatrici"},"content":{"rendered":"<p>Con l&#8217;entrata in vigore del 2026, il <a href=\"https:\/\/www.tecnovat.it\/obblighi-cbam-del-2025\/?_gl=1*55raml*_up*MQ..*_gs*MQ..&amp;gclid=Cj0KCQiAyP3KBhD9ARIsAAJLnnYIUg6fhco3z3sDyjBlGI4DQpj79CcCK93zVx3Ten1-adXdWNirPNMaAm84EALw_wcB&amp;gbraid=0AAAAADR1S-VAdvAZgmYoA7Df71mKfO0Lq\">Mecanismul de Ajustare a Carbonului la Frontier\u0103<\/a> entra nella sua fase pi\u00f9 rilevante dal punto di vista operativo. Il <strong>CBAM dal 2026<\/strong> segna infatti il passaggio definitivo da un sistema di monitoraggio e rendicontazione a un meccanismo capace di incidere direttamente sui costi di importazione e sulle scelte strategiche delle imprese che operano su filiere extra UE.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa nuova fase, l\u2019attenzione non \u00e8 pi\u00f9 concentrata solo sul rispetto formale degli obblighi, ma sulla capacit\u00e0 delle aziende di governare un quadro normativo che collega in modo sempre pi\u00f9 stretto le emissioni incorporate al prezzo dei beni importati. Il CBAM diventa cos\u00ec una variabile strutturale nella gestione degli approvvigionamenti e nella pianificazione economica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa cambia con il CBAM dal 2026 rispetto alla fase transitoria<\/h2>\n\n\n\n<p>I regolamenti definitivi approvati dalla Commissione europea rafforzano l\u2019impianto del meccanismo e chiariscono le modalit\u00e0 con cui il CBAM verr\u00e0 applicato nella fase successiva al periodo transitorio. In particolare, vengono definiti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>benchmark aggiornati per l\u2019allocazione gratuita;<\/li>\n\n\n\n<li>nuovi valori di riferimento per il calcolo delle emissioni;<\/li>\n\n\n\n<li>criteri di maggiorazione applicabili in assenza di dati specifici.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Nel loro insieme, queste misure riducono gli spazi di interpretazione e rendono pi\u00f9 stringente il legame tra emissioni e oneri economici, rendendo il <strong>CBAM dal 2026<\/strong> uno strumento pienamente operativo e non pi\u00f9 sperimentale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Benchmark pi\u00f9 severi e riduzione delle compensazioni implicite<\/h3>\n\n\n\n<p>La revisione dei benchmark comporta una riduzione progressiva delle compensazioni implicite legate all\u2019allocazione gratuita. Una quota crescente delle emissioni incorporate nei prodotti importati rientra quindi nel perimetro di applicazione del CBAM, con un effetto diretto sull\u2019esposizione economica delle imprese importatrici.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo si aggiunge la previsione di future ricalibrazioni, che introduce un elemento di incertezza nel medio periodo. Per le aziende, il <strong>CBAM dal 2026<\/strong> non rappresenta solo un cambiamento normativo, ma una variabile da integrare nelle valutazioni di budget e nelle analisi di scenario.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Valori di default e aumento dell\u2019esposizione economica<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel nuovo assetto, l\u2019utilizzo dei valori di default assume un peso crescente. In assenza di dati emissivi forniti dai produttori extra UE, le emissioni vengono calcolate sulla base di valori standard fissati secondo criteri prudenziali, spesso superiori alle emissioni effettive dei processi produttivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista operativo, questo comporta che:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>le emissioni risultano frequentemente sovrastimate,<\/li>\n\n\n\n<li>il divario rispetto all\u2019utilizzo di dati certificati aumenta,<\/li>\n\n\n\n<li>il ricorso ai valori di default diventa sempre meno sostenibile.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>CBAM dal 2026<\/strong> accentua quindi la differenza tra imprese in grado di raccogliere informazioni puntuali lungo la filiera e imprese che continuano a operare con dati incompleti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il meccanismo di mark-up sui valori di default<\/h3>\n\n\n\n<p>A rafforzare ulteriormente questo disallineamento contribuisce il meccanismo di maggiorazione progressiva applicato ai valori di default a partire dal 2026. Il mark-up aumenta nel tempo, rendendo sempre pi\u00f9 oneroso l\u2019utilizzo di stime standardizzate e spingendo le imprese verso l\u2019adozione di dati emissivi specifici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel complesso, il <strong>CBAM dal 2026<\/strong> introduce una pressione economica crescente che rende necessario un approccio strutturato alla gestione delle informazioni emissive e dei rapporti con i fornitori extra UE.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Impatti operativi per le imprese importatrici e sulla supply chain<\/h2>\n\n\n\n<p>La combinazione di benchmark pi\u00f9 stringenti, valori di default elevati e maggiorazioni progressive modifica in modo significativo il rapporto tra imprese importatrici e filiere internazionali. La capacit\u00e0 di ricostruire l\u2019impronta emissiva dei prodotti diventa un fattore discriminante nella gestione dei flussi di acquisto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista operativo, diventa centrale:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>mappare con precisione la supply chain extra UE,<\/li>\n\n\n\n<li>valutare l\u2019affidabilit\u00e0 dei fornitori nella produzione dei dati emissivi,<\/li>\n\n\n\n<li>stimare in anticipo l\u2019impatto del <strong>CBAM dal 2026<\/strong> sulle scelte di approvvigionamento.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Estensione del CBAM dal 2028: un ulteriore cambio di scala<\/h2>\n\n\n\n<p>La proposta di regolamento COM(2025) 989 apre una fase successiva che amplia ulteriormente il perimetro del meccanismo. Dal 2028, il CBAM potrebbe estendersi oltre le materie prime, coinvolgendo prodotti trasformati e semilavorati ad alta intensit\u00e0 di acciaio e alluminio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa evoluzione mira a evitare che il costo del carbonio venga aggirato attraverso la rilocalizzazione di specifiche fasi produttive al di fuori dell\u2019Unione europea, con successiva reintroduzione dei beni sul mercato comunitario.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Prodotti a valle e complessit\u00e0 informativa<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019estensione ai prodotti a valle aumenta in modo significativo la complessit\u00e0 informativa. Per le imprese importatrici non sar\u00e0 pi\u00f9 sufficiente conoscere l\u2019origine del materiale di base, ma diventer\u00e0 necessario ricostruire i processi produttivi intermedi e la composizione dei beni finiti lungo pi\u00f9 livelli della filiera.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Rottami pre-consumo e superamento dello <em>scrap loophole<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>Sempre dal 2028, la proposta prevede l\u2019inclusione dei rottami industriali pre-consumo nel calcolo delle emissioni incorporate. Questa misura corregge una distorsione che ha favorito l\u2019utilizzo strategico di materiali intermedi a emissioni nulle, mantenendo invece l\u2019esclusione dei rottami post-consumo per non penalizzare il riciclo a fine vita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Elettricit\u00e0 importata: semplificazioni anticipate dal 2026<\/h2>\n\n\n\n<p>Per l\u2019elettricit\u00e0 importata, il nuovo quadro regolatorio introduce alcune semplificazioni gi\u00e0 dal 2026. Il calcolo delle emissioni si baser\u00e0 sul mix elettrico medio del Paese esportatore, includendo anche le fonti rinnovabili, superando l\u2019approccio basato esclusivamente sui combustibili fossili.<\/p>\n\n\n\n<p>Vengono inoltre resi pi\u00f9 flessibili i criteri per la dichiarazione delle emissioni effettive tramite contratti di acquisto di energia, pur mantenendo elevata l\u2019attenzione sulla qualit\u00e0 e verificabilit\u00e0 dei dati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 prepararsi oggi al CBAM dal 2026<\/h2>\n\n\n\n<p>Rimandare l\u2019adeguamento al CBAM espone le imprese a rischi economici e organizzativi difficili da gestire in tempi brevi. La raccolta dei dati, il coordinamento con i fornitori e la verifica delle informazioni richiedono un lavoro progressivo e strutturato.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, il nostro ruolo \u00e8 affiancare le imprese nella gestione operativa del <strong>CBAM dal 2026<\/strong>, supportandole nella lettura delle nuove regole, nell\u2019analisi degli impatti economici e nella costruzione di flussi informativi coerenti con le scadenze del 2026 e del 2028. Un approccio che consente di governare il meccanismo nel tempo e di ridurne gli effetti pi\u00f9 critici sulle scelte di approvvigionamento e sulla tenuta dei margini.<\/p>\n\n\n\n<p>Per approfondire come prepararsi alla fase definitiva del meccanismo e valutare l\u2019impatto sulla tua filiera, contatta il nostro team.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;entrata in vigore del 2026, il Carbon Border Adjustment Mechanism entra nella sua fase pi\u00f9 rilevante dal punto di vista operativo. 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