<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>e-commerce estero &#8211; Tecno Vat </title>
	<atom:link href="https://www.tecnovat.it/ro/tag/e-commerce-estero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tecnovat.it/ro</link>
	<description></description>
	<lastbuilddate>Thu, 22 Jan 2026 09:46:52 +0000</lastbuilddate>
	<language>ro-RO</language>
	<sy:updateperiod>
	hourly	</sy:updateperiod>
	<sy:updatefrequency>
	1	</sy:updatefrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.tecnovat.it/wp-content/uploads/2025/04/favicon-vat.svg</url>
	<title>e-commerce estero &#8211; Tecno Vat </title>
	<link>https://www.tecnovat.it/ro</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Come sfruttare i vantaggi dell’e-commerce estero senza incorrere in problemi fiscali</title>
		<link>https://www.tecnovat.it/ro/nomina-il-rappresentante-fiscale-per-vendere-prodotti-italiani-all-estero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubdate>Thu, 07 May 2020 08:00:59 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Rappresentanza Fiscale Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscalità internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce estero]]></category>
		<category><![CDATA[gestione centralizzata posizioni fiscali europee]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza fiscale estera]]></category>
		<guid ispermalink="false">https://tecnovat.it/?p=7397</guid>

					<description><![CDATA[L’obiettivo dell’Unione europea è regolamentare il più possibile le attività on line, come abbiamo anche visto nei mesi precedenti, con la SCA &#8211; Strong Customer Authentication -, l’introduzione della digital tax e il trattamento dei dati personali.L’e-commerce ha da sempre rappresentato un mercato affascinante sia per i Paesi europei sia extra Ue. Ed oggi lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="7397" class="elementor elementor-7397" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-71b7baf5 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="71b7baf5" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-142a14b1 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="142a14b1" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo dell’Unione europea è regolamentare il più possibile le attività on line, come abbiamo anche visto nei mesi precedenti, con la SCA &#8211;<a href="https://tecnovat.it/strong-customer-authentication-obblighi-e-vantaggi-vendite-on-line/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Strong Customer Authentication</a> </span><span style="font-weight: 400;">-, l’</span><span style="font-weight: 400;">introduzione della <a href="https://tecnovat.it/vendite-online-e-digital-tax-a-che-punto-siamo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">digital tax</a> </span><span style="font-weight: 400;">e il trattamento dei dati personali.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">L’e-commerce ha da sempre rappresentato un mercato affascinante sia per i Paesi europei sia extra Ue. Ed oggi lo è ancor di più visto il periodo particolare dovuto all’emergenza mondiale che ancora ci coinvolge. Sono molte le imprese che hanno puntato al canale delle vendite on line per garantire continuità alla propria attività. Alcuni imprenditori si sono avvicinati all’e-commerce per la prima volta, anche improvvisando molto spesso, ma cercando di non perdere totalmente il flusso dei guadagni. C’è chi così ha acquisito nuovi clienti, chi ulteriore visibilità e chi ha compreso la necessità e l’importanza di essere presente anche on line, sfruttando le potenzialità che il mercato digitale offre, come ad esempio le vendite oltre i confini nazionali.</span></p><h2><b>E-commerce estero: la strategia di successo per il proprio business</b></h2><p>I negozi on line rappresentano una strategia di successo per lo sviluppo del proprio business, ma se vendere nel proprio Paese può risultare abbastanza semplice, di certo non è così se si intende vendere i propri prodotti nel resto d’Europa o al di fuori del mercato europeo. Vi sono, infatti, nell’ambito della regolamentazione europea, molte regole di cui tenere conto, sia per quanto riguarda il trattamento dei dati personali, sia le procedure fiscali, che se non rispettate comportano sanzioni e sospensioni delle attività, con il rischio di gravi perdite economiche.</p><p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, per fare in modo che un negozio on line duri nel tempo è importante prestare attenzione all’intera catena dell’e-commerce, a partire dall’approvvigionamento dei prodotti e alla definizione di un sito web che risulti facile ed intuitivo, fino alla logistica e alle modalità di pagamento e spedizione che si rendono disponibili ai consumatori.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></p><h2><b>Vendite on line: tutela dei consumatori e rispetto della fiscalità estera</b></h2><p><span style="font-weight: 400;">Il Parlamento europeo si rivolge al comparto digitale e ai marketplace più importanti, come Amazon ed eBay, ad esempio, per fare in modo che le loro pratiche commerciali siano chiare e rispettino le regole in materia fiscale, tutelando il consumatore da frodi e azioni poco trasparenti. </span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Ci si riferisce sia alle</span><b> operazioni intracomunitarie</b><span style="font-weight: 400;">, cioè quelle che avvengono all’interno del territorio della Comunità europea tra due soggetti d’imposta registrati ai fini IVA in due diversi stati membri, sia alle </span><b>operazioni extra comunitarie</b><span style="font-weight: 400;">, in cui i beni provenienti da un Paese al di fuori della Comunità europea sono introdotti all’interno del territorio dello Stato o quando un bene lascia il territorio nazionale per essere destinato ad un Paese extra Ue. </span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Ogni volta che si verificano operazioni imponibili IVA vi è l’obbligo di identificarsi nel Paese di destinazione della merce o <a href="https://www.tecnovat.it/servizi/identificazione-fiscale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nominare un rappresentante fiscale </a></span><span style="font-weight: 400;">che si occupi della liquidazione dell’IVA, della presentazione annuale dei redditi, della registrazione delle fatture attive e passive.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></p><h2><b>Cooperazione e innovazione: le leve per un e-commerce che funziona</b></h2><p><span style="font-weight: 400;"> È necessario che vi sia cooperazione tra gli Stati e le diverse amministrazioni finanziarie al fine di facilitare lo sviluppo del commercio elettronico. L’Europa lavora affinché<strong> le normative seguano l’evoluzione tecnologica del commercio elettronico</strong>, aggiornandosi quindi in base ad essa.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Ciò soprattutto nell’ambito dell’<strong>e-commerce indiretto</strong> in cui si realizza una cessione di beni: la transazione avviene on line ma la merce viene consegnata all’acquirente tramite uno spedizioniere; nel caso invece dell’<strong>e-commerce diretto</strong> la transazione avviene on line ma la consegna del bene avviene telematicamente, come nel caso dell’acquisto di un software, di un sito web, di un corso di formazione, etc.</span></p><h2><b>Idealo: cosa mostra il report annuale sull’e-commerce italiano?</b></h2><p><span style="font-weight: 400;">Come ogni anno</span><b> Idealo</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; </span><b>portale internazionale di comparazione dei prezzi in Europa</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; ha analizzato il comportamento d’acquisto on line degli italiani che utilizzano la comparazione dei prezzi prima di procedere ad un acquisto. L’analisi ha fatto emergere quali sono i prodotti più acquistati, i dati demografici, le abitudini di acquisto e i periodi in cui si concentrano maggiormente gli acquisti, come ad esempio durante il Black Friday.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">L’indagine ha rilevato come il mercato digitale italiano sia dominato da acquirenti abituali, cioè quelli che effettuano almeno un acquisto al mese; si tratta per lo più di uomini di età media tra 35 e 44 anni, la quale scende invece in Paesi come Germania, Francia ed Austria; il 95% degli e-consumer italiani legge linee guida, recensioni ed opinioni di altri utenti prima di finalizzare l’acquisto; i prodotti con risparmio maggiore sono risultati i videogiochi, le casse altoparlanti, gli aspirapolvere, gli obiettivi fotografici, i televisori, le console di giochi, le scarpe per bambini, gli smartphone, le cuffie ed infine i tablet.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span></p><h2><b>Espandi il tuo e-commerce all’estero con il nostro team</b></h2><p><span style="font-weight: 400;">Vendere on line prodotti italiani all’estero offre molteplici vantaggi, ma il quadro normativo e fiscale legato all’e-commerce non è per niente semplice.  In TecnoVAT ti supportiamo in tutto l&#8217;iter burocratico, </span><span style="font-weight: 400;">a prescindere da quale sia il settore della tua attività.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><b>Ci occupiamo dell’apertura della posizione IVA in tutti i Paesi della Comunità europea </b><span style="font-weight: 400;">nei quali la vendita dei tuoi prodotti supera la soglia di fatturato minimo, che ti ricordiamo essere diversa da Paese a Paese, da un minimo di 35,000 euro ad un massimo di 100,000 euro.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Essere seguiti, soprattutto nel momento più delicato, quale l&#8217;inizio della tua attività commerciale on line, è fondamentale.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Vuoi iniziare a vendere su Amazon per ottenere visibilità in altri Paesi Ue? Nessun problema, gestiamo tutti gli adempimenti fiscali necessari, in modo che tu possa lanciare senza rischi il tuo nuovo business on line.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Lasciati guidare dal nostro team di esperti multilingua, ci occupiamo di tutti gli obblighi IVA, informandoti dei continui aggiornamenti sulle normative locali. </span><b>Contattaci.</b><b><br /></b>[:]</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vendere in Francia: gli obblighi IVA per la vendita online</title>
		<link>https://www.tecnovat.it/ro/1-gennaio-2020-obbligo-partita-iva-francese-vendite-on-line-amazon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubdate>Tue, 10 Dec 2019 09:50:11 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Fiscalità internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[apertura partita IVA]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce estero]]></category>
		<category><![CDATA[posizione fiscale in francia]]></category>
		<guid ispermalink="false">https://tecnovat.it/?p=7005</guid>

					<description><![CDATA[Questo contenuto è stato aggiornato in data 07/02/2022 Il commercio elettronico indiretto si distingue per la possibilità data a un venditore di proporre e distribuire i propri prodotti anche oltre i confini della propria nazione, mediante un semplice ordine digitale. In queste operazioni i marketplace sono dei soggetti facilitatori, sia perché fungono da intermediari tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="7005" class="elementor elementor-7005" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-5d05548f e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="5d05548f" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-71b830d0 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="71b830d0" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: right;"><em><strong>Questo contenuto è stato aggiornato in data 07/02/2022</strong></em></p><p>Il commercio elettronico indiretto si distingue per la possibilità data a un venditore di proporre e distribuire i propri prodotti anche oltre i confini della propria nazione, mediante un semplice ordine digitale. In queste operazioni i marketplace sono dei soggetti facilitatori, sia perché fungono da intermediari tra venditore e acquirenti, sia perché aiutano il venditore ad aumentare la propria visibilità.<br />La vendita online deve però avvenire nel rispetto di quanto prevedono le leggi comunitarie e nazionali, sempre più conformi alla crescita di questo canale di vendita e restrittive nei confronti di tutti gli operatori coinvolti, al fine di limitare le frodi fiscali. Ecco i dettagli da conoscere per vendere online in Francia, con o senza i marketplace.</p><h2>Vendere online con i marketplace: anche la Francia si adegua alle novità Ue</h2><p>La vendita online comporta il rispetto di precisi obblighi IVA, adempimenti che spettano tanto al venditore quanto al soggetto titolare del marketplace scelto per la vendita dei propri beni.</p><p>La Francia, come la <a href="https://tecnovat.it/come-ottenere-il-certificato-fiscale-e-vendere-on-line-in-germania-senza-rischiare-sanzioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Germania</a> e l’<a href="https://tecnovat.it/scadenza-31-ottobre-invio-dati-fornitori-marketplace-nomina-il-rappresentante-fiscale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italia</a>, nel corso degli anni ha introdotto misure legislative per limitare gli eventi di evasione fiscale legati alle vendite online. A partire dal 1° gennaio 2020, infatti, i soggetti titolari di marketplace sono tenuti a comunicare all’autorità francese i dati dei propri fornitori. In caso di inadempimenti fiscali da parte di questi ultimi saranno proprio i titolari delle piattaforme digitali ad essere ritenuti responsabili. Per questa ragione, chi sceglie di avvalersi dei marketplace, come Amazon, Zalando, ecc., per vendere all’estero deve necessariamente conoscere le regole imposte in materia di IVA.</p><h3>Soglia unica europea, regime speciale OSS e i dati da fornire ai marketplace</h3><p>Per effetto della Direttiva Ue 2017/2455, il 1° luglio 2021 in Europa sono entrate in vigore nuove disposizioni legislative che snelliscono gli adempimenti dovuti in tema di IVA per le vendite online.</p><p><strong>Le singole soglie di fatturato finora esistite sono state sostituite dalla soglia unica europea,</strong> data dal totale delle vendite effettuate a livello paneuropeo e pari a 10.000 €. Al superamento di questa soglia l’IVA sulle vendite va versata a destinazione, quindi nel Paese dell’acquirente.</p><p>Altra novità interessa il regime IVA OSS; <strong>un regime speciale che riserva grandi vantaggi ai venditori,</strong> specie per chi vende in più Stati europei. In effetti, attraverso il sistema OSS il venditore può evitare di acquisire più partite IVA e limitare tutti gli adempimenti dovuti in Ue al pagamento di un’unica somma e alla presentazione di una sola dichiarazione IVA. Per saperne di più <a href="https://tecnovat.it/normativa-iva-soggetti-facilitatori-e-comunicazione-vendite-a-distanza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">clicca qui</a>.</p><p>Chi sceglie di vendere in Europa attraverso piattaforme elettroniche (marketplace) deve adeguarsi alle disposizioni vigenti nello Stato di interesse e fornire i propri dati al soggetto titolare del marketplace. L’inosservanza di questo aspetto può infatti comportare la <a href="https://tecnovat.it/account-amazon-sospeso-la-soluzione-con-tecno-vat/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sospensione del proprio account di vendita</a>.</p><h4>Commercio elettronico indiretto in Francia: quali informazioni comunicare ai marketplace</h4><p>Le aziende e i professionisti che scelgono di aprire un account di vendita su una piattaforma digitale per la vendita online in Francia devono <strong>fornire i propri dati:</strong></p><ul><li>Comunicare le informazioni circa la ragione sociale, l’indirizzo di residenza e l’indirizzo e-mail;</li><li>Fornire il numero di partita IVA francese oppure il numero di p. IVA di un altro Paese Ue insieme alla prova di registrazione al regime IVA OSS.</li></ul><p>Queste informazioni verranno utilizzate dal soggetto titolare del marketplace per aggiornare l’autorità fiscale francese, tenuta a effettuare i controlli in materia di adempimenti IVA. <strong>L’obbligo di versamento IVA in Francia continua a sussistere nei seguenti casi:</strong></p><ol><li>Quando il venditore è residente in Francia ed è obbligato a versare l’IVA al fisco francese per i profitti derivanti dalle vendite effettuate nello Stato;</li><li>Quando il venditore risiede in un Paese Ue e vende beni a distanza a consumatori residenti in Francia e il fatturato annuale relativo a tutte le vendite effettuate a livello paneuropeo supera i 10.000 €;</li><li>Quando il venditore non è residente in Francia, vende a consumatori francesi, ma gestisce gli ordini e/o il magazzino in Francia.</li></ol><p>Il mancato aggiornamento dei dati necessari ai proprietari dei marketplace e l’assenza di una partita IVA francese laddove richiesta possono comportare il blocco dell’account di vendita.</p><h2>Iscrizione OSS IVA e partita IVA francese: procedere con Tecno Vat è facile</h2><p>Gli iter burocratici legati alla richiesta di una partita IVA locale o all’adesione al regime speciale OSS possono richiedere tempi molto lunghi. Con l’aiuto dei nostri professionisti, madrelingua ed esperti di fiscalità estera, puoi gestire tutto il da farsi in modo semplice e sicuro, <strong>dalla consulenza fiscale iniziale alla gestione della documentazione e delle dichiarazioni IVA periodiche.</strong></p><p>Il nostro team ti aiuterà a comprendere quale soluzione si adatta meglio ai tuoi progetti aziendali e alla tipologia di business che hai deciso di intraprendere; capirai quindi se sarà necessario procedere all’identificazione diretta IVA, alla nomina di un rappresentante fiscale o alla registrazione al regime OSS.</p><p><strong>Tutto ti sarà più chiaro con l’aiuto dei nostri consulenti!</strong></p><p>Completa il seguente form e sarai presto contattato per una prima consulenza gratuita.</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo del rappresentante fiscale nell’export digitale</title>
		<link>https://www.tecnovat.it/ro/nomina-rappresentante-fiscale-per-e-commerce-estero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubdate>Mon, 06 May 2019 08:00:47 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Rappresentanza Fiscale Estera]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce estero]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentante fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza fiscale estera]]></category>
		<guid ispermalink="false">https://tecnovat.it/pl/?p=6225</guid>

					<description><![CDATA[Nel 2018 le vendite online hanno raggiunto grandi numeri, con un aumento del 18% circa rispetto all’anno precedente. Questo è quanto emerge dal report annuale della Casaleggio Associati in merito al settore B2C. Le aziende di e-commerce iscritte al Registro delle Imprese hanno raggiunto l’11,7% in più rispetto al 2017: sono circa 38 milioni gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="6225" class="elementor elementor-6225" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-48027038 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="48027038" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-3027b1cc elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="3027b1cc" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2018 le </span>vendite online<span style="font-weight: 400;"> hanno raggiunto grandi numeri, con un aumento del 18% circa rispetto all’anno precedente. </span><span style="font-weight: 400;">Questo è quanto emerge dal report annuale della </span>Casaleggio Associati<span style="font-weight: 400;"> in merito al </span>settore B2C<span style="font-weight: 400;">.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Le aziende di </span>e-commerce iscritte al Registro delle Imprese<span style="font-weight: 400;"> hanno raggiunto l’11,7% in più rispetto al 2017: sono circa 38 milioni gli italiani che acquistano online. </span><span style="font-weight: 400;">Nonostante il numero delle aziende italiane che investe all’estero sia diminuito del 5% rispetto al 2017, un’alta percentuale di queste ha esteso il proprio business verso i Paesi europei, specie Francia e Germania. </span></p><p><strong>Cresce, dunque, l’export digitale,</strong> <span style="font-weight: 400;">ma sono molte le imprese che faticano a far crescere in modo esponenziale la loro attività. Il motivo di questo mancato incremento è quasi sempre legato </span><span style="font-weight: 400;">al fatto che vendere in altri Paese UE comporta elevati costi, ad esempio per la spedizione della merce. </span><span style="font-weight: 400;">In altri casi, invece, visto che alcuni prodotti non si possono esportare senza dover incorrere in delicati risvolti di carattere fiscale e doganale, le aziende fanno un passo indietro.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Per le </span>vendite online all’estero<strong> è necessario, infatti, aprire una posizione IVA</strong><span style="font-weight: 400;"><strong>,</strong> con la nomina di un rappresentante fiscale.</span></p><h2><b>Nomina rappresentante fiscale per e-commerce estero</b></h2><p>Il ruolo del rappresentante fiscale è importante, perché tutte le operazioni ai fini IVA sono gestite direttamente da lui, per conto del richiedente, possessore dell’e-commerce, che intende vendere in Paesi UE diversi da quello in cui risiede. <span style="font-weight: 400;">Sarà necessario, quindi, aprire una posizione IVA, presentando una dichiarazione di inizio attività. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">La nomina del rappresentante fiscale deve essere conferita prima di qualsiasi operazione ai fini IVA e non può avvenire in presenza di una stabile organizzazione. </span>Il rappresentante fiscale va nominato tramite atto pubblico, scrittura privata registrata, o tramite lettera da presentare e registrare presso l’Agenzia delle Entrate.</p><p><strong>Con il rappresentante fiscale il possessore dell&#8217;e-commerce evita di aprire un’azienda nel territorio estero in cui decide di vendere.</strong></p><h2><b>B2C e B2B: settori in crescita nelle vendite online</b></h2><p><strong>Il B2C (Business to consumer)</strong> è un e-commerce che si rivolge direttamente al cliente finale, accorciando la filiera di distribuzione con un conseguente aumento dei margini.</p><p><strong>Il B2B (</strong><b>Business to business) </b><span style="font-weight: 400;">è un e-commerce che si rivolge ad operatori del settore, con un tasso di conversione più elevato in quanto la maggior parte degli acquirenti è già cliente.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Una crescita alta, ma più lenta, si sta avendo nell’</span>export digitale <span style="font-weight: 400;">B2B, con il settore automotive in testa, a seguire con il tessile/abbigliamento e meccanica.</span></p><p> </p><p><span style="font-weight: 400;">Sia nel B2B sia nel B2C è abbastanza diffusa la <strong>combinazione di utilizzo di marketplace propri con quelli gestiti da intermediari. </strong>Una partica che interessa attività come: la gestione della logistica, il reparto marketing, la fornitura di servizi, ecc., e che prevede la delega di quasi tutte queste operazioni all&#8217;export digitale. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">Per poter vendere online all’estero bisogna necessariamente rispettare dei requisiti e delle leggi; ecco il motivo per cui entra in gioco la figura del </span>rappresentante fiscale<span style="font-weight: 400;">, il quale si occuperà della gestione della fatturazione e della contabilità.</span></p><h2><b>E-commerce diretto e indiretto: quando nominare il rappresentante fiscale</b></h2><p>L’<b>e-commerce diretto</b>, ai fini fiscali, è considerato come una prestazione di servizi. <span style="font-weight: 400;">La vendita riguarda prodotti e servizi digitali, non tangibili, senza spedizione. </span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">L’</span><b>e-commerce indiretto</b><span style="font-weight: 400;">, ai fini fiscali, è qualificato come cessione di beni. </span><span style="font-weight: 400;">Le operazioni di vendita avvengono per corrispondenza, quindi il classico negozio online in cui un utente acquista un prodotto e il venditore provvede alla spedizione.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Quando le operazioni di vendita online interessano due paesi distinti dell’Unione Europea e acquirenti privati, il venditore è obbligato ad aprire una posizione IVA in tutti i Paesi in cui risiedono gli acquirenti. </span>Nel caso di vendite online con imprese, invece, l’imposta è dovuta nel Paese dell’acquirente.</p><p><span style="font-weight: 400;">Se il venditore risiede in Italia e l’acquirente in altro Stato UE, bisogna </span><b>nominare il rappresentante fiscale</b><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">Se il venditore è in altro Paese Ue e l’acquirente è un soggetto passivo residente in Italia, bisogna emettere una fattura con </span><b>reverse charge</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p><h2><b>Esporta in sicurezza, incrementa il fatturato del tuo e-commerce</b></h2><p>La crescita di un e-commerce dipende dalle strategie messe in atto durante tutte le fasi della vendita online. <span style="font-weight: 400;">Vendere all’estero è una grande opportunità, che ti permette di incrementare il fatturato, la visibilità, la fama.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">In </span>Tecno Vat<span style="font-weight: 400;"> siamo specializzati in</span> <span style="font-weight: 400;">fiscalità estera. </span><span style="font-weight: 400;">I nostri consulenti offrono le soluzioni più idonee, personalizzate in base alle esigenze e al settore merceologico dell&#8217;</span>e-commerce.</p><p><strong>Gestiamo l’apertura della posizione IVA in tutti i paesi della Comunità Europea.</strong></p><p><span style="font-weight: 400;">Compila il form per una prima consulenza gratuita.</span></p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alcolici e superalcolici: come vendere online all’estero</title>
		<link>https://www.tecnovat.it/ro/rappresentante-fiscale-intermediario-per-vendita-alcolici-e-superalcolici-all-estero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubdate>Thu, 18 Apr 2019 08:00:31 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Rappresentanza Fiscale Estera]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce estero]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza fiscale estera]]></category>
		<guid ispermalink="false">https://tecnovat.it/?p=6116</guid>

					<description><![CDATA[Questo contenuto è stato aggiornato in data 28/12/2021 Cresce sempre più il numero dei produttori e dei venditori del settore wine &#38; beverage che sceglie di proporre anche online i propri prodotti. La vendita a distanza tramite una piattaforma digitale propria o mediante marketplace richiede però una conoscenza dettagliata degli oneri fiscali e burocratici previsti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="6116" class="elementor elementor-6116" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-7dfe9025 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="7dfe9025" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-2c460cf elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="2c460cf" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: right;"><strong><em>Questo contenuto è stato aggiornato in data 28/12/2021</em></strong></p><p>Cresce sempre più il numero dei produttori e dei venditori del settore wine &amp; beverage che sceglie di proporre anche online i propri prodotti. La vendita a distanza tramite una piattaforma digitale propria o mediante marketplace richiede però una conoscenza dettagliata degli oneri fiscali e burocratici previsti dalle normative vigenti in Europa. Proviamo a capire insieme quali sono le procedure da rispettare.</p><h2>Vendita a distanza di alcolici e superalcolici: gli adempimenti fiscali</h2><p>La vendita in Ue in ambito b2c, ossia diretta a consumatori privati residenti in Paesi membri dell’Unione europea diversi da quello della residenza aziendale del venditore, richiede il rispetto delle regole previste dalla normativa comunitaria in materia di accise e di IVA.</p><h3>Il versamento delle accise</h3><p>Le bevande alcoliche e superalcoliche sono sottoposte all’accisa, un’imposta indiretta che grava sul bene, in fase di fabbricazione e in fase di vendita, applicata sulla quantità fisica dei prodotti.</p><p><strong>Il venditore è il soggetto debitore d’imposta ed è tenuto sempre a versarla allo Stato in cui i beni sono inviati.</strong> L’importo da pagare dipende dalle accise che ogni Paese membro sceglie di applicare, in modo autonomo e in base a criteri diversi, e dalle aliquote vigenti nello stesso Paese estero.</p><p>Il merchant (o venditore) che decide di vendere alcolici e superalcolici online deve nominare un rappresentante fiscale per le accise, essenziale per i rapporti con l’autorità competente locale.</p><p>Inoltre, secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria del Testo Unico delle Accise, i prodotti alcolici vanno accompagnati con il DAA &#8211; Documento Accompagnamento Accise. Quando la merce arriva a destinazione il DAA viene preso in carico dall’ufficio addetto al controllo, il quale inoltra una copia all’ufficio di partenza per comprovare l’avvenuta uscita della merce dallo Stato di origine.</p><p>Nel caso di cessione di vino e di altre bevande alcoliche è possibile applicare la procedura di cui all’articolo 36 della Direttiva 2008/118/CE, per cui i prodotti, all’atto della spedizione, sono accompagnati dal DAS – Documento di Accompagnamento Semplificato – spediti ad accisa italiana assolta, sottoposti quindi, ad accisa estera.</p><h3>Il versamento dell’IVA</h3><p>Altro adempimento fiscale che il venditore è tenuto a rispettare quando sceglie di vendere i propri prodotti online a privati consumatori residenti in altri Paesi comunitari è il versamento dell’IVA.</p><p><strong>Le recenti modifiche alla disciplina europea in tema di IVA e distance selling interessano anche la vendita di prodotti alcolici e superalcolici.</strong> Pertanto, il versamento dell’IVA spetta nello Stato di residenza dell’acquirente quando il fatturato annuo globale del venditore (totale delle vendite a livello paneuropeo) supera la soglia unica europea di 10.000 €. Entro questo importo il versamento dell’IVA dovuta spetta invece nello Stato di residenza del venditore.</p><p><strong>Per procedere al versamento dell’IVA dovuta all’estero &#8211; in qualità di soggetto non residente &#8211; il venditore può scegliere tra le seguenti opzioni:</strong></p><ul><li><em>Iscrizione al regime IVA OSS</em>: regime che permette di gestire in modo centralizzato e digitale gli adempimenti dovuti in tutti i Paesi Ue interessati dalle vendite a distanza, senza dover acquisire più partite IVA;</li><li><em>Identificazione diretta IVA</em>: procedura che consente al venditore di identificare fiscalmente la propria attività nello Stato Ue interessato dalla vendita e di ottenere la partita IVA locale;</li><li><em>Nomina del rappresentante fiscale IVA</em>: atto mediante il quale si nomina un soggetto con domicilio fiscale nel Paese estero di interesse, che agisce per conto dell’azienda venditrice o del venditore.</li></ul><h2>Vendita in regime sospensivo: quando è possibile?</h2><p>Il regime sospensivo è il regime fiscale che si applica a fabbricazione, trasformazione, circolazione e detenzione di prodotti soggetti ad accisa, e mantiene questa connotazione fino a quando il debito d’imposta non viene estinto.</p><p>Il trasferimento di prodotti alcolici e/o superalcolici all’estero in regime sospensivo prevede che questi beni siano spediti a un soggetto in possesso di un codice accisa (codice alfanumerico di 13 caratteri attribuito a ogni deposito fiscale), quindi a un depositario autorizzato o un destinatario registrato, che provvederà ad immetterli nel Paese di destinazione.</p><p><strong>Le merci soggette ad accisa possono essere immagazzinate solo in appositi depositi, cosiddetti depositi fiscali, nel rispetto delle norme vigenti nello Stato estero interessato.</strong></p><p>In Italia, così come in altri Paesi dell’Unione Europea, gli operatori che intendono aprire depositi fiscali di prodotti sottoposti ad accisa devono chiedere all’autorità competente – per noi, Agenzia delle Dogane – il rilascio di una licenza fiscale di esercizio.</p><h2>Rispetta gli obblighi IVA per le vendite online attraverso le nostre soluzioni</h2><p>Come abbiamo visto sopra, il versamento dell’IVA rientra tra gli adempimenti fiscali previsti in caso di vendita a distanza di bevande alcoliche e/o superalcoliche. <strong>Il nostro team è pronto a guidarti verso la scelta della soluzione più affine alle tue esigenze imprenditoriali,</strong> permettendoti di scoprire le peculiarità di tutte le opzioni consentite dalla normativa europea:</p><ul><li>Identificazione diretta IVA;</li><li>Adesione al regime IVA OSS;</li><li>Nomina del rappresentante fiscale.</li></ul><p><em>Ogni nostra proposta è studiata per ottimizzare i costi e il rendimento del tuo business.</em></p><p>Scegli di godere solo dei vantaggi che la vendita a distanza può riservare a te e alla tua azienda, lasciando a noi le incombenze burocratiche. <strong>Se desideri sapere di più compila il form.</strong></p><p>[contact-form-7 id=&#8221;5283&#8243; title=&#8221;Contact Blog&#8221;][:pl]<span style="font-weight: 400;">Vendere on line </span><b>alcolici</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>superalcolici</b><span style="font-weight: 400;"> all’estero? Si, è assolutamente possibile.</span></p><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-6118" src="https://tecnovat.it/wp-content/uploads/2019/04/vendita-on-line-alcolici-e-superalcolici-300x200.jpg" alt="vendita on line alcolici e superalcolici" width="300" height="200" /></p><p>Sono sempre più gli <strong>e-commerce</strong> che si approcciano al settore &#8211; soprattutto <b>business to consumer </b>&#8211; nonostante le varie difficoltà iniziali e in itinere, specie in materia burocratica.</p><p><span style="font-weight: 400;">Per poter <strong>vendere on line</strong> è necessario conoscere in maniera dettagliata gli adempimenti fiscali e burocratici a cui si andrà incontro.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Oltre la documentazione obbligatoria richiesta, nel caso di un </span><b>e-commerce di alcolici e superalcolici</b><span style="font-weight: 400;">, bisognerà iscriversi alla </span><b>Banca Dati Vies</b><span style="font-weight: 400;"> – </span><b>Sistema Elettronico di Scambio dati sull’Iva</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; , in quanto tali prodotti sono soggetti ad </span><b>accisa</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p><h2><b>Adempimenti fiscali, vendi in sicurezza</b></h2><p>La parte su cui bisogna prestare particolarmente attenzione, quando si decide di optare per la vendita on line di<b> alcolici</b> e <b>superalcolici</b>, è quella <b>fiscale</b>, in riferimento alle vendite negli altri Paesi dell’<b>Unione Europea</b>.</p><p><span style="font-weight: 400;">Chi vende beni </span><b>soggetti ad accisa</b><span style="font-weight: 400;"> ad un privato, </span><b>on line</b><span style="font-weight: 400;">, è tenuto a pagare i diritti di accisa secondo le aliquote del Paese in cui vive l’acquirente.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Le<strong> accise</strong> sono applicate da ciascun Stato membro sul proprio territorio in modo autonomo e secondo i criteri più disparati. </span></p><p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>normativa comunitaria </b><span style="font-weight: 400;">del</span><b> Testo Unico sulle Accise</b><span style="font-weight: 400;"> prevede che tutti i prodotti alcolici siano accompagnati da un documento denominato </span><b>DAA </b><span style="font-weight: 400;">&#8211; </span><b>Documento Accompagnamento Accise</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; il quale, una volta che la merce è arrivata a destinazione, viene preso in carico dall’ufficio preposto al controllo, che provvede ad inviarne una copia all’ufficio di partenza, come prova dell’avvenuta uscita della merce dallo </span><b>Stato di origine</b><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;"><br />Nel caso di cessione di vino e di altre bevande alcoliche è possibile applicare la procedura di cui all’</span><b>articolo 36</b><span style="font-weight: 400;"> della </span><b>Direttiva 2008/118/CE</b><span style="font-weight: 400;">, per cui i prodotti, all’atto della spedizione, sono accompagnati dal </span><b>DAS</b><span style="font-weight: 400;"> – </span><b>Documento di Accompagnamento Semplificato</b><span style="font-weight: 400;"> – spediti ad </span><b>accisa italiana assolta</b><span style="font-weight: 400;">, sottoposti quindi, ad </span><b>accisa estera</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Come stabilito dall’</span><b>art.41 comma 1 lett.b D. Lgs. 331/199</b><span style="font-weight: 400;"> per i beni soggetti ad accisa, il luogo di </span><b>tassazione ai fini iva</b><span style="font-weight: 400;"> deve essere sempre individuato nel Paese di destinazione, nell’ipotesi in cui il trasporto del bene sia effettuato dal venditore o da parte di un soggetto per suo conto, a prescindere dall’importo delle cessioni effettuate nello Stato membro UE di destinazione.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><b></b></p><h2>Vendita in regime sospensivo: quando è possibile?</h2><p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>regime sospensivo</b><span style="font-weight: 400;"> è il </span><b>regime fiscale</b><span style="font-weight: 400;"> che si applica a fabbricazione, trasformazione, circolazione e detenzione di prodotti <strong>soggetti ad accisa</strong>, finchè il </span><b>debito d’imposta</b><span style="font-weight: 400;"> non viene estinto.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Nel caso di vendita a distanza di </span><b>prodotti soggetti ad accisa</b><span style="font-weight: 400;"> trasferiti all’estero, in </span><b>regime sospensivo</b><span style="font-weight: 400;">, questi vanno spediti ad un soggetto che abbia un </span><b>codice di accisa</b><span style="font-weight: 400;"> – codice alfanumerico di 13 caratteri che viene attribuito per ogni </span><b>deposito fiscale </b><span style="font-weight: 400;">&#8211; , quindi un <strong>depositario autorizzat</strong>o o un <strong>destinatario registrato</strong>, che provvederà poi ad immetterli nel Paese di destinazione.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Le merci soggette ad accisa possono essere immagazzinate solo in appositi depositi, cosiddetti </span><b>depositi fiscali</b><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Nel caso di vendita di vino, con aliquota 0 in Italia, le </span><b>aziende agricole </b><span style="font-weight: 400;">con produzione annuale inferiore a 1.000 ettolitri sono esentate dall’obbligo della </span><b>licenza di deposito fiscale</b><span style="font-weight: 400;">, di circolazione e controllo, propri del regime generale delle accise. Nel momento in cui vi è trasferimento presso altro Paese UE hanno però l’obbligo, anche i </span><b>piccoli</b> <b>produttori di vino</b><span style="font-weight: 400;">, di spedire in </span><b>regime sospensivo</b><span style="font-weight: 400;">, con garanzia a copertura sia dei rischi connessi alla circolazione, sia al pagamento dell’</span><b>accisa</b><span style="font-weight: 400;"> nel Paese di destinazione.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">In Italia, così come in altri Paesi dell’<strong>Unione Europea,</strong> gli operatori che intendono aprire <strong>depositi fiscali</strong> di prodotti sottoposti ad accisa devono chiedere all’autorità competente – per noi, </span><b>Agenzia delle Dogane</b><span style="font-weight: 400;"> – il rilascio di una </span><b>licenza fiscale</b><span style="font-weight: 400;"> di esercizio. </span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">La licenza per l’esercizio del deposito fiscale assume come numero il <strong>codice di accisa</strong>; negli altri Paesi UE gli operatori hanno due codici, uno relativo alla <strong>licenza di esercizio</strong> ed uno per il <strong>deposito fiscale</strong> &#8211; </span><b>Tax Warehouse</b><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"><br /></span><span style="font-weight: 400;">Nel caso in cui il destinatario non abbia un codice di accisa si ricorre alla nomina di un </span><a href="https://www.tecnovat.it/servizi/identificazione-fiscale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rappresentante fiscale</a><span style="font-weight: 400;">, il quale consente di vendere in sicurezza <strong>alcolici</strong> e <strong>superalcolici</strong> all’estero, adempiendo agli obblighi previsti da leggi e regolamenti nel luogo del destinatario.</span></p><h2><b>Rappresentante fiscale, il tuo intermediario nelle vendite on line di alcolici e superalcolici</b></h2><p>I venditori di <strong>alcolici</strong> e <strong>superalcolici</strong> e coloro che si occupano delle spedizioni &#8211; nel caso si tratti di soggetti diversi &#8211; per la vendita in un altro Stato membro dell’Unione Europea, devono essere registrati presso l’<b>Amministrazione Fiscale del Paese</b> <b>di destinazione</b>, ciò attraverso la<strong> nomina</strong> di un <b>rappresentante fiscale</b>.</p><p><span style="font-weight: 400;">Uno dei ruoli del </span><b>rappresentante fiscale</b><span style="font-weight: 400;"> è provvedere al <strong>pagamento delle accise</strong>, previa autorizzazione dell&#8217;</span><b>autorità nazionale competente</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Per lo </span><b>Stato Italiano</b><span style="font-weight: 400;"> il debitore è il<strong> rappresentante fiscale</strong> che ha sede in Italia e che, per poter esercitare, è stato preventivamente autorizzato da parte dell’</span><b>Agenzia</b> <b>delle Dogane</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Al </span><b>rappresentante fiscale</b><span style="font-weight: 400;">, prima dell’inizio della sua attività, è attribuito un <strong>codice ditta</strong>. Il soggetto che opererà come <strong>rappresentante fiscale</strong>, dovrà comunicare i suoi dati identificativi, il suo numero di partita IVA e la propria sede.<br />Inoltre, dovrà dichiarare, nella comunicazione, i dati identificativi del venditore che, con atto scritto, lo ha designato come proprio<strong> rappresentante fiscale</strong>.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Prima di ciascuna spedizione, il <strong>rappresentante fiscale</strong> dovrà comunicare all’</span><b>Ufficio delle Dogane</b><span style="font-weight: 400;"> che lo ha autorizzato e a quello competente nel luogo di consegna della merce, i dati identificativi del venditore e, se diverso, del soggetto che si occupa della spedizione, nonché quelli identificativi del destinatario, il numero identificativo della documentazione commerciale emessa per la spedizione, la quantità e la tipologia dei prodotti spediti.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>rappresentante fiscale</b><span style="font-weight: 400;"> è, inoltre, obbligato ad avere un registro delle forniture effettuate in cui sia presente la documentazione commerciale di accompagnamento dei prodotti, che attesti il pagamento dell’imposta sul territorio nazionale, la ricevuta del destinatario, tutte le richieste di autorizzazione comunicate all’</span><b>Agenzia delle Entrate</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>rappresentante fiscale</b><span style="font-weight: 400;"> deve provvedere al <strong>pagamento dell’accisa</strong> entro il primo giorno lavorativo successivo a quello di arrivo del prodotto al destinatario, se non assolta prima della spedizione.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Con la risoluzione </span><b>66/E/2002</b><span style="font-weight: 400;"> l’Agenzia delle Entrate ha affermato che il rappresentante fiscale Iva è direttamente responsabile nei confronti del fisco per le operazioni per cui è considerato debitore d’imposta.</span></p><h2><b>Vendita alcolici e superalcolici on line, con noi c’est plus facile!</b></h2><p>La figura del <b>rappresentante fiscale</b> è obbligatoria, come abbiamo visto, in caso di <strong>vendita on line di alcolici e superalcolici all’estero.</strong></p><p><span style="font-weight: 400;">In </span><b>Tecno Vat</b><span style="font-weight: 400;"> i nostri consulenti si occupano dell’<strong>apertura della posizione fiscale</strong> in tutti i Paesi in cui intendi </span><b>esportare il tuo business</b><span style="font-weight: 400;">.  </span></p><p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, con noi <strong>recuperi l’accisa applicata alla merce venduta negli altri Paesi dell’Unione Europea</strong>, secondo loro normativa vigente.</span></p><p><span style="font-weight: 400;">Non dovrai preoccuparti di nulla, pensiamo anche alla parte tecnica, operativa, burocratica.</span></p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E-commerce vini: vendere all’estero e rispettare gli obblighi fiscali</title>
		<link>https://www.tecnovat.it/ro/nomina-rappresentante-fiscale-per-e-commerce-vini-all-estero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubdate>Wed, 03 Apr 2019 08:00:00 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Rappresentanza Fiscale Estera]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce estero]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce vini]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza fiscale estera]]></category>
		<guid ispermalink="false">https://tecnovat.it/?p=6071</guid>

					<description><![CDATA[  Questo contenuto è stato aggiornato in data 03/01/2022 Il commercio online del settore vitivinicolo diventa sempre più imponente, in quanto si riescono a raggiungere mercati che molto spesso risultano inaccessibili. C’è chi punta tutto sulla specializzazione produttiva basata sull’identità territoriale e chi invece fa della diversificazione il suo punto di forza.Una cosa è certa: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="6071" class="elementor elementor-6071" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-15c99923 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="15c99923" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-538efcd7 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="538efcd7" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p> </p><p style="text-align: right;"><em><strong>Questo contenuto è stato aggiornato in data 03/01/2022</strong></em></p><p>Il commercio online del settore vitivinicolo diventa sempre più imponente, in quanto si riescono a raggiungere mercati che molto spesso risultano inaccessibili. C’è chi punta tutto sulla specializzazione produttiva basata sull’identità territoriale e chi invece fa della diversificazione il suo punto di forza.<br /><strong>Una cosa è certa: la vendita online non può essere improvvisata.</strong> Le procedure per la commercializzazione di alcolici e superalcolici in ambito comunitario sono abbastanza complesse, e non mancano i continui aggiornamenti legislativi. È necessario conoscere quali sono gli obblighi fiscali del venditore, quali sono i requisiti da soddisfare per accreditarsi ai marketplace e rispettare tutto quello che le autorità locali impongono, sia per evitare sanzioni che il blocco dell’account.</p><h2>E-commerce estero b2c: gli obblighi fiscali del merchant</h2><p>Il merchant (o venditore) che decide di proporre i suoi prodotti al mercato estero -attraverso una piattaforma digitale propria o un marketplace &#8211; deve gestire con attenzione gli aspetti fiscali, essenzialmente le accise e l’IVA.</p><p><strong>Il pagamento di queste due imposte spetta sempre al venditore,</strong> mai al marketplace, che al contrario però sarà ritenuto direttamente responsabile dalle autorità fiscali estere in caso di mancato invio della relativa documentazione. Questa mancanza comporterebbe la sospensione dell’account venditore da parte del titolare del marketplace.</p><p>Inoltre, se per l’imposta accisa il merchant è sempre tenuto a versarla nel Paese di destinazione, <strong>per quanto riguarda il versamento dell’IVA il discorso cambia.</strong> </p><p>Nei prossimi paragrafi ti spieghiamo come deve agire il venditore per procedere al versamento dell’IVA dovuta sulle vendite a distanza, fatte verso consumatori privati (soggetti non passivi di IVA), sia residenti in altri Stati membri Ue che in paesi extra comunitari.</p><h3>Versamento dell’IVA sulle vendite online b2c in Ue e in Paesi extra-Ue</h3><p>Il merchant che vende i propri prodotti online a privati consumatori residenti in altri paesi comunitari, diversi da quello della residenza aziendale, deve necessariamente <strong>tenere conto delle nuove regole entrate in vigore in Europa il 1° luglio 2021.</strong></p><p>In effetti, prima di questa data, il venditore (azienda o soggetto passivo di IVA) era tenuto a versare l’IVA nel proprio Stato se il fatturato annuo per le vendite in ambito paneuropeo non superava la soglia limite imposta dal Paese estero dell’acquirente (soglia che variava di paese in paese). Superata la soglia il venditore era tenuto, invece, a versare l’IVA nello Stato in cui i prodotti erano destinati. Per procedere al versamento dell’IVA in Ue il venditore poteva scegliere se acquisire la partita IVA locale (identificazione diretta IVA) oppure se nominare un rappresentante fiscale IVA.</p><p><strong>Il 1° luglio 2021 è entrata in vigore la soglia unica europea, pari a 10.000 €.</strong> Pertanto, il venditore ora è tenuto a versare l’IVA nel proprio Stato di residenza entro questa soglia; al superamento della stessa l’imposta spetta allo Stato in cui risiede l’acquirente/consumatore finale. Le alternative per procedere al versamento dell’IVA restano le stesse di cui sopra, con l’aggiunta dell’opzione del <a href="https://tecnovat.it/regime-iva-oss-da-luglio-nuove-regole-per-le-vendite-online-in-ue/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regime speciale IVA OSS</a>.</p><p><strong>In caso di vendite online verso consumatori residenti in paesi extraeuropei rispetto a quanto avveniva prima del 1° luglio 2021 non cambia nulla;</strong> il venditore non è tenuto a versare l’IVA né in Italia (perché le cessioni all’esportazione sono ritenute non imponibili), né all’estero. Al contempo però deve rispettare le disposizioni contenute nell’art. 8 del D. P. R. 633/1972 e le nozioni in tema di sdoganamento.</p><h2>E-commerce vini: un business in crescita, ma attenzione alla sostenibilità</h2><p>Un business in crescita quello dell’e-commerce dei vini, che vede un aumento delle esportazioni.<br />L’approccio con i mercati esteri è piuttosto difficile in quanto ogni Paese ha propri usi, costumi e abitudini, quindi, prima di relazionarsi con essi bisogna studiare bene il Paese in cui si intende vendere, soprattutto stilando un piano strategico mirato.<br /><strong>Il negozio online e il prodotto proposto sono i primi elementi a dover essere esaminati attentamente,</strong> al fine di riuscire a vendere in modo proficuo. Bisogna capire, dunque, attraverso quale metodo si vuole vendere i propri articoli: se attraverso un sito proprio, una piattaforma di vendite online (es. Shopify) o attraverso un marketplace. <strong>Altrettanto importante è capire in che modo attrarre i consumatori, al fine di ottimizzare l’investimento.</strong> La sostenibilità, ad esempio, è un fattore che non va assolutamente trascurato. Il consumatore è sempre più orientato verso prodotti che non siano un peso per l’ambiente, caratterizzati da packaging riciclabili e magari anche da componenti interne altrettanto sostenibili. <strong>A richiamare l’attenzione del venditore su questi aspetti, talvolta, sono gli stessi marketplace,</strong> che impongono agli aspiranti venditori il superamento di test di sostenibilità.</p><h2>Investi nel tuo e-commerce di vini, raggiungiamo insieme il successo</h2><p>Vista l’elevata concorrenza, è necessario affidare la propria attività alla gestione e alla consulenza di esperti del settore. Solo chi possiede elevate competenze in materia di fiscalità internazionale, di strategie di business sostenibile e di conoscenze linguistiche saprà guidarti verso il successo del tuo e-commerce.</p><p>In Tecno Vat trovi <strong>consulenti esperti e madrelingua</strong>, pronti ad ascoltare le tue esigenze e a guidarti nella scelta della soluzione fiscale più adatta a te, per adempiere agli obblighi IVA ed evitare le sanzioni imposte dalle autorità fiscali estere. Inoltre, grazie al team Tecno, puoi individuare la strategia sostenibile più efficace per i tuoi prodotti e la tua azienda.</p><p><strong>Desideri ricevere maggiori informazioni? Contattaci.</strong><b></b></p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E-commerce estero: l’Italia in crescita</title>
		<link>https://www.tecnovat.it/ro/e-commerce-estero-litalia-in-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubdate>Tue, 30 Oct 2018 14:51:00 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Rappresentanza Fiscale Estera]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce estero]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentante fiscale]]></category>
		<guid ispermalink="false">https://tecnovat.it/?p=5430</guid>

					<description><![CDATA[I dati di ottobre lasciano ben sperare per la crescita dell&#8217;e-commerce estero: più vendite, più made in Italy, più esportazioni. Ma cosa significa questo in termini fiscali? In che direzione va mercato italiano delle vendite online? Il Politecnico di Milano parla di una crescita del quasi 20% rispetto all’anno scorso. Gli e-commerce italiani crescono, quelli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="5430" class="elementor elementor-5430" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-7cb3b12d e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="7cb3b12d" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-4166ea7b elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="4166ea7b" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>I dati di ottobre lasciano ben sperare per la<strong> crescita dell&#8217;e-commerce estero</strong>: più vendite, più made in Italy, più esportazioni.</p><p><em>Ma cosa significa questo in termini fiscali? In che direzione va mercato italiano delle vendite online?</em></p><p>Il Politecnico di Milano parla di una <strong>crescita del quasi 20% rispetto all’anno scorso.</strong></p><p>Gli e-commerce italiani crescono, quelli che vendono all’estero ancora di più, definiti dall’Osservatorio e-commerce B2c e dal Netcomm una vera esplosione con fulcro innanzitutto in Cina e poi in Europa (Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna).  Nella crescita europea si configurano anche i dati italiani, ancor più interessanti se confrontati con quelli di un anno fa. Gli italiani acquistano di più online rispetto al 2017 e complessivamente vendono di più online, a prescindere dall&#8217;andamento delle singole regioni.</p><h2>Quali sono i settori più interessati dall’e-commerce estero?</h2><p>Sicuramente l’abbigliamento e l’automotive sono i settori più legati all’internazionalizzazione con una crescita notevole del <a href="https://www.tecnovat.it/servizi/identificazione-fiscale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cross border</a> (vendita online da parte di un paese che ha sede in un &#8220;posto&#8221; diverso da quello di destinazione della merce) davvero soddisfacente rispetto al 2017. Negli ultimi mesi si registra un incremento delle vendite online anche nel settore manifatturiero. Segnali importanti per il nostro paese e per i giovani che decidono di lanciarsi in attività online.</p><p>Non mancano le difficoltà dal punto di vista<a href="https://tecnovat.it/paneuropeo-amazon-estero-adempimenti-fiscali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> logistico</a>, non è facile gestire magazzino, spedizioni ecc., e da quello fiscale, sempre piuttosto complesso da comprendere senza rischiare di commettere errori, soprattutto per i “principianti”.</p><h2>E gli obblighi fiscali?</h2><p>Decidere di aprire un e-commerce e vendere dall’Italia verso altri paesi richiede l&#8217;assolvimento di alcuni adempimenti fiscali, come la <strong>nomina del rappresentante fiscale</strong>, un professionista che si confronta con le autorità del paese di riferimento per quanto concerne la fiscalità, appunto. Questa figura si occupa di tutti le attività necessarie per esportare in un altro Stato, a partire dall’apertura della partita Iva estera, sgravando le aziende da ulteriori preoccupazioni.</p><p><strong>È importante che il rappresentante fiscale venga nominato prima che le operazioni per le quali deve occuparsi “dell’Iva” si compiano</strong>. La nomina del rappresentante fiscale può attivarsi sia con un atto pubblico, sia con un documento consegnato all’Agenzia delle Entrate della zona in cui viene nominato.</p><p>Hai avviato un&#8217;attività online e intendi vendere all&#8217;estero? Hai già un e-commerce e vuoi cominciare a spedire in Europa? Vuoi chiarimenti in merito all&#8217;identificazione fiscale?</p><p><strong>Mettiti in contatto con gli esperti Tecno Vat.</strong></p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E-commerce e intelligenza artificiale: il futuro del business</title>
		<link>https://www.tecnovat.it/ro/e-commerce-e-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubdate>Fri, 01 Jun 2018 10:19:51 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Rappresentanza Fiscale Estera]]></category>
		<category><![CDATA[E-commerce e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce estero]]></category>
		<guid ispermalink="false">https://tecnovat.it/?p=5249</guid>

					<description><![CDATA[Creare offerte personalizzate, coinvolgere i clienti, mettere fine alle promozioni ossessive che finiscono in spam; sono solo alcuni dei motivi per i quali si parla di intelligenza artificiale applicata all’e-commerce. Un gruppo di algoritmi brevettato dalla start up italiana Predixit a partire dal 2014, per profilare l’utente in base a sesso, età, abitudini di acquisto, gusti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="5249" class="elementor elementor-5249" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-42f60865 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="42f60865" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-513a37ad elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="513a37ad" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Creare offerte personalizzate, <strong>coinvolgere i clienti</strong>, mettere fine alle promozioni ossessive che finiscono in spam; sono solo alcuni dei motivi per i quali si parla di<strong> intelligenza artificiale applicata all’e-commerce.</strong></p><p>Un gruppo di algoritmi brevettato dalla start up italiana <em>Predixit</em> a partire dal 2014, per <strong>profilare</strong> l’utente in base a sesso, età, abitudini di acquisto, gusti, analizzarne le azioni online (su siti stabiliti), ecc.</p><p>I clienti principali sono piccole imprese, imprenditori che si affacciano al settore della <strong>vendita online</strong>, store manager, interessati a raggiungere i clienti giusti.</p><p>Al momento il servizio è sviluppato per lo più all’estero, perché in Italia gli e-commerce sono ancora poco diffusi.</p><p>Un metodo innovativo e competitivo per non premiare i clienti occasionali, ma quelli fidelizzati, con offerte sempre nuove, non legate a periodo, saldi, promozioni lancio ecc, ma sempre attive.</p><p> </p><h2>Pochi passaggi per vendite garantite</h2><p>Personalizzazione, contenuti sempre nuovi, design che cambia, analisi costante: gli e-commerce non possono essere realtà statiche in un mondo in<strong> continuo aggiornamento</strong> come quello online. I benefici dell’intelligenza artificiale applicata all’e-commerce sono innegabili: più conversioni, traffico maggiore e di qualità, maggiore roi. Questa esperienza di acquisto e navigazione rappresenta il futuro delle vendite, allinearvici diventerà un’esigenza, è solo una questione di tempo.</p><h2>Cresce il tasso di ritorno sul sito web</h2><p>Tra le novità che inducono agenzie e manager a scegliere di affrontare questa importante sfida tecnologica, vi è sicuramente il<strong> ritorno sul sito. </strong>Non sempre, infatti, un utente che ha fatto un acquisto porta a termine la transazione, spesso abbandona il carrello, ignorando suggerimenti ecc., mentre con questo nuovo approccio quasi il 40% degli ordini va a buon termine, con un totale di prodotti acquistati nettamente superiore.</p><h2>Aumenta le tue vendite all&#8217;estero e scegli la consulenza Tecno Vat</h2><p>Indirizzare correttamente le aziende alla vendita online all&#8217;estero, anche se hanno acquisito strategie di marketing competitive come questa, richiede competenze e professionalità in materia di fiscalità internazionale. Con Tecno Vat affidi la gestione degli adempimenti per il tuo e-commerce a una <strong>squadra consulenti esperti.</strong></p><p>Scopri di più sulla nostra attività di <strong>rappresentanza fiscale estera</strong>, contattaci.</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Analisi ecommerce: i dati in vista del Netcomm</title>
		<link>https://www.tecnovat.it/ro/poco-piu-del-20-degli-e-commerce-italiani-vende-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubdate>Fri, 11 May 2018 08:52:53 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Rappresentanza Fiscale Estera]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce estero]]></category>
		<category><![CDATA[netcomm]]></category>
		<guid ispermalink="false">https://tecnovat.it/?p=5163</guid>

					<description><![CDATA[Analisi ecommerce: i dati in vista del Netcomm Digitale, web marketing, 4.0; l’era della tecnologia vede ancora misteri e zone d’ombra per l’Italia in fatto di vendite online. Il nostro paese è particolarmente conservatore e, sebbene si registri un numero crescente di imprenditori che si affacciano alla vendita all’estero, gli e-commerce italiani aperti a nuove [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="5163" class="elementor elementor-5163" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-6d5d771d e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="6d5d771d" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-3ac3b436 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="3ac3b436" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Digitale, web marketing, 4.0; l’era della tecnologia vede ancora misteri e zone d’ombra per l’Italia in fatto di<strong> vendite online</strong>. Il nostro paese è particolarmente conservatore e, sebbene si registri un numero crescente di imprenditori che si affacciano alla vendita all’estero, gli e-commerce italiani aperti a nuove frontiere sfiorano appena il 22%, di questi solo l’8% prevede la doppia lingua e il 4% propone pagamenti con una valuta diversa dall’euro.</p><p><strong>Cifre interessanti a ridosso del Netcomm Forum 2018, che si terrà a Milano il 30 e il 31 maggio.</strong></p><p>C’è da chiedersi, oltre a come far rompere il ghiaccio e accettare l’evoluzione di un<strong> mercato sempre più liquido</strong>, se e quanto siano competitivi gli e-commerce italiani all’estero. Gli analisti di Idealo – ai quali dobbiamo questi dati – definiscono, a tal proposito, alcuni prodotti più economici se acquistati all’estero e non su piattaforme italiane.</p><p>In Europa, al contrario, la vendita online vive un momento florido, soprattutto in Inghilterra, Svezia e Germania, dove le percentuali diventano altissime, sfiorando l’80% e i prodotti italiani conservano una posizione privilegiata.</p><p> </p><h2>Cosa cambiare? Da dove cominciare per vendere all’estero?</h2><p>La parola d&#8217;ordine è<strong> fiducia</strong>. La maggior parte dei nostri store online, infatti, è in lingua italiana, accetta solo l’euro come valuta e non è preparata alla gestione delle spedizioni fuori dall’Italia; un ostacolo importante per le vendite e per la costruzione di una brand identity oltre i confini. Una situazione paradossale, se pensiamo che gli store online hanno addolcito ogni concetto di confine, di tempo ecc, garantendo consegne in tempi brevissimi, anche a migliaia di km.</p><h3>Un nuovo approccio per le tue vendite online: ci vediamo al Netcomm Forum 2018</h3><p>Se vuoi che il tuo e-commerce spicchi il volo, se <strong>vuoi vendere all&#8217;estero</strong> ma non sai come gestire gli aspetti burocratici (oltre a quelli tecnici che abbiamo già accennato) <em>vieni a trovarci al Netcomm, conosciamoci!</em></p><p>Offriamo servizi di consulenza in materia di Iva e identificazione fiscale all&#8217;estero e ci proponiamo come partner delle aziende per orientarle nel nuovo quadro normativo europeo.</p><p><em>Un team di esperti, professionisti madrelingua e tante nuove idee: 30 e 31 maggio, Milano.</em></p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>