Il contributo ambientale è un onere che il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) distribuisce tra produttori e utilizzatori, relativo alle spese del riciclaggio, della raccolta differenziata, del recupero degli imballaggi.
I costi sono ripartiti in proporzione alla quantità totale, al peso e alla tipologia di materiale di imballaggio immessi sul mercato nazionale.
Nelle prossime righe vediamo chi sono i soggetti obbligati, quali sono gli obiettivi di tale onere e come recuperare quanto versato.
Qual è l’obiettivo del CONAI?
L’obiettivo è incentivare l’uso di imballaggi maggiormente riciclabili. Il livello contributivo è legato all’impatto ambientale.
Dal 2012 sono state introdotte agevolazioni per gli imballaggi riutilizzabili impiegati all’interno di circuiti controllati e virtuosi, dal punto di vista ambientale.
Chi sono i soggetti obbligati?
In base alla normativa vigente – art. 221 del D. Lgs. 152/2006 – le aziende produttrici ed utilizzatrici sono responsabili della corretta gestione ambientale degli imballaggi e dei rifiuti generati dagli imballaggi dei prodotti utilizzati.
Per questo motivo partecipano al Consorzio Nazionale Imballaggi.
Tutti i soggetti obbligati all’applicazione del Contributo Ambientale sono tenuti a dichiarare a CONAI i quantitativi di imballaggio ceduti/importati sul territorio nazionale.
Chi sono i produttori?
Coloro che producono e importano materie prime e semilavorati destinati a imballaggi e/o che rivendono imballaggi vuoti.
Chi sono gli utilizzatori?
Sono gli acquirenti che riempiono gli imballaggi vuoti, gli importatori di imballaggi pieni, gli autoproduttori, i commercianti di imballaggi pieni e vuoti.
Diversificazione contributiva: una gestione più sostenibile
Selezione e riciclabilità dei materiali evolvono nel tempo in funzione delle tipologie di imballaggi immessi al consumo e con l’introduzione di nuove tecnologie sviluppate a tali scopi.
Dal 2012 sono state introdotte importanti agevolazioni per gli imballaggi riutilizzabili che sono impiegati all’interno di circuiti controllati e virtuosi dal punto di vista ambientale.
Il contributo diversificato per gli imballaggi di carta e plastica è volto a migliorare l’efficacia del processo di valorizzazione attraverso le attività di raccolta e di selezione per ottenere un flusso omogeneo di rifiuti da avviare ad una fase di riciclo.
Acquisto imballaggi per vendite estere: dal versamento al rimborso
La Direttiva Europea n.93/62/CE ti obbliga a versare il contributo ambientale; per gli imballaggi spediti all’estero, inoltre, è garantito (al merchant) il diritto di ottenere il rimborso di tale contributo versato sulle unità di imballaggio in Italia.
Il contributo CONAI non è standard, ma varia a seconda della quantità complessiva, del peso e del materiale impiegato per gli imballaggi.
Chi ha diritto al rimborso Conai e perché?
Gli imballaggi che vengono esportati – quindi i rifiuti gestiti all’estero – escono dalle competenze CONAI, quindi sono esenti dal Contributo Ambientale.
Le procedure di documentazione possono essere di due tipi:
- ex post: si documentano a consuntivo i quantitativi esportati, così da poterne richiedere il rimborso;
- ex ante: si determina la quota di esportazione prevista per singolo materiale nel corso dell’anno solare, così da evitare il pagamento del Contributo Ambientale.
Con Tecno Vat recuperi il contributo CONAI versato
I contributi ambientali vanno versati mediante bonifico bancario internazionale direttamente alle autorità locali competenti.
Il nostro servizio di consulenza prevede:
- registrazione al Consorzio Estero;
- supporto nella determinazione dei contributi annuali e nell’inoltro della dichiarazione put to market;
- richiesta di rimborso dei contributi versati in Italia al Consorzio Nazionale CONAI sulle unità di imballaggio.
La presentazione della dichiarazione e il versamento del contributo ti consentono di esibire sugli imballaggi il simbolo Green Dot.
Non perdere questa occasione di rimborso, contattaci.