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	<title>smaltimento rifiuti di imballaggi &#8211; Tecno Vat </title>
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		<title>CONAI imballaggi: nuova riduzione del contributo ambientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 07:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiscalità internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) promuove, coordina e garantisce il recupero e il riciclo di materiali derivanti dalla raccolta differenziata degli imballaggi. La diversificazione del contributo ambientale incentiva l’uso di imballaggi maggiormente riciclabili;è applicato in base all&#8217;impatto ambientale generato nelle fasi di fine vita e nuova vita dei pack.Il valore del CAC (Contributo Ambientale CONAI) è [&#8230;]]]></description>
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									<p>CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) promuove, coordina e garantisce il recupero e il riciclo di materiali derivanti dalla raccolta differenziata degli imballaggi.<strong> La diversificazione del contributo ambientale incentiva l’uso di imballaggi maggiormente riciclabili;</strong><br />è applicato in base all&#8217;impatto ambientale generato nelle fasi di fine vita e nuova vita dei pack.<br />Il valore del CAC (Contributo Ambientale CONAI) è cambiato più volte negli anni. Nel 2012 sono state introdotte diverse agevolazioni per gli imballaggi riutilizzabili, impiegati in cicli produttivi e reti commerciali che risultano virtuosi dal punto di vista ambientale.<br /><strong>Per il 2022 è prevista una nuova riduzione del contributo ambientale CONAI.</strong> Vediamo di cosa si tratta.</p><h2>Contributo ambientale CONAI: le novità</h2><p>I materiali che subiranno una riduzione del Contributo Ambientale CONAI sono l’acciaio, l’alluminio, la plastica ed il vetro.<br /><strong>La variazione dell’importo entrerà in vigore il 1° gennaio 2022.</strong> Gli imballaggi in carta e in cartone, la plastica biodegradabile e compostabile hanno già ottenuto una riduzione del valore del CAC il 1° luglio 2021.<br />Nonostante ciò, <strong>i packaging in carta e in cartone otterranno nuovamente un abbassamento del CAC.</strong></p><h3>CONAI CARTA: nuova riduzione del contributo ambientale</h3><p>Il Consorzio Nazionale Imballaggi ha deliberato una nuova riduzione del contributo ambientale per il pack in carta; ciò è stato possibile grazie alla collaborazione con Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica).<br />La prima variazione risale a luglio 2021; da 55 euro, il contributo si è ridotto a 25 euro a tonnellata.<br /><strong>Dal 1° gennaio 2022 la riduzione del contributo ambientale per la carta passerà da 25 a 10 euro a tonnellata.</strong><br />L’ulteriore diminuzione del contributo mira a sostenere le aziende e il sistema imprenditoriale, considerando l’aumento del valore di mercato della materia prima seconda.</p><h3>Contributo CONAI: i nuovi importi</h3><p>Il contributo CONAI è impiegato per far fronte agli oneri della raccolta differenziata organizzata dai Comuni, per le attività di recupero, il riciclo e la valorizzazione dei rifiuti di imballaggio.<br />L’aumento di richiesta dei materiali di riciclo consente un minore sostegno alla raccolta differenziata e al recupero; ecco il motivo per cui sono state applicate delle riduzioni sul CAC:</p><ul><li>imballaggi in acciaio: riduzione da 18 a 12 euro a tonnellata;</li><li>imballaggi in alluminio: riduzione da 15 a 10 euro a tonnellata;</li><li>imballaggi in vetro: riduzione da 37 a 33 euro a tonnellata;</li><li>imballaggi in plastica: le fasce contributive passano da 4 a 5; solo per una il valore del CAC resta invariato.</li></ul><h4>CONAI plastica: le fasce contributive</h4><p>Le attività di riciclo consentono il riutilizzo della plastica;<strong> così facendo si evita la sua dispersione nell’ambiente e i gravi danni che genera al nostro ecosistema.</strong><br />CONAI ha stabilito cinque fasce contributive per gli imballaggi in plastica.<br />La fascia A si dividerà in A1 e A2 facendo rientrare in quest’ultima gli imballaggi flessibili in polietilene. Vediamole nel dettaglio:</p><ul><li>fascia A1: il contributo passa da 150 a 134 euro a tonnellata;</li><li>fascia A2: il contributo resta quello stabilito per la vecchia fascia A, quindi 150 euro a tonnellata;</li><li>fascia B1: il contributo passa da 208 a 192 euro a tonnellata; rientrano i tappi in plastica <a href="https://www.tecno-group.eu/blog/aggiornamenti-e-bandi/direttiva-europea-plastica-monouso-e-plastic-tax-come-sostenere-leconomia-circolare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conformi alla direttiva SUP</a> (tappi che non si staccano dalla bottiglia);</li><li>fascia B2: la riduzione scende da 560 a 533 euro a tonnellata;</li><li>fascia C: si tratta della fascia di imballaggi in plastica con maggior impatto ambientale ed economico; nonostante ciò il contributo passa da 660 a 644 euro a tonnellata.</li></ul><p>Dal 2020 il Consiglio di amministrazione CONAI si è attivato per rivedere i criteri utili alla diversificazione contributiva degli imballaggi in plastica. <strong>L’impegno è stato preso per valorizzare la riciclabilità della plastica ed essere in linea con l’obiettivo del Green Deal europeo: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.</strong></p><h4>Bandi economia circolare: riciclo e trattamento rifiuti</h4><p>La Commissione Ue ha proposto un nuovo piano d&#8217;azione per l’economia circolare. Le 7 aree in cui si concentra sono: plastica, tessile, rifiuti elettronici, cibo e acqua, imballaggi, batterie e veicoli, costruzioni.</p><p><strong>Il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) ha emanato 7 bandi per l’economia circolare.</strong> Tre di questi sono destinati al potenziamento della raccolta differenziata, al <a href="https://tecnovat.it/produttori-rifiuti-di-carta-e-cartone-end-of-waste-e-contributo-conai/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riciclo e al trattamento dei rifiuti;</a> altri quattro sono legati al finanziamento di progetti per il riutilizzo di rifiuti elettrici ed elettronici, carta, cartone, plastica e tessile. Saranno destinati 2,6 miliardi di euro; gli obiettivi riguardano la realizzazione di nuovi impianti, l’ammodernamento di quelli già esistenti, sistemi di monitoraggio e previsione di incendi, progetti faro che promuovono l’utilizzo di tecnologie e processi innovativi.</p><p>La realizzazione di nuovi impianti riguarderà anche quelli per il riciclo dei rifiuti plastici, attraverso i plastic hubs (riciclaggio meccanico e chimico), compresi i marine litter (rifiuti di plastica in mare).</p><h2>Rimborso CONAI su esportazioni: recupera con noi l’importo versato</h2><p>La tua azienda produce imballaggi pieni o vuoti, destinati al mercato estero? <strong>Se versi il contributo ambientale in Italia e i tuoi imballaggi sono esportati, hai diritto al rimborso CONAI su esportazioni.</strong><br />Gli imballaggi utilizzati fuori dal territorio nazionale non sono di competenza CONAI, quindi sono esenti dal contributo ambientale.<br />Lasciaci i tuoi dati, ti contatteremo per una prima consulenza gratuita.</p>								</div>
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		<title>Imballaggi e rifiuti: cosa spetta ai produttori circa la responsabilità estesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tecno VAT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2020 08:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiscalità internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[aumento contributo conai]]></category>
		<category><![CDATA[pacchetto europeo economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[Le novità del pacchetto europeo economia circolare che interessano i produttori di imballaggi. Con l&#8217;entrata in vigore del D. Lgs. 116/2020 l&#8217;Italia recepisce la relativa direttiva europea e introduce il concetto di responsabilità estesa dei produttori di imballaggi nella disciplina nazionale. L&#8217;Europa tenta di scoraggiare la produzione e l&#8217;uso di imballaggi non riciclabili e imputa [&#8230;]]]></description>
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									<p><strong>Le novità del pacchetto europeo <em>economia circolare</em> che interessano i produttori di imballaggi.</strong></p><p>Con l&#8217;entrata in vigore del D. Lgs. 116/2020 l&#8217;Italia recepisce la relativa direttiva europea e introduce il concetto di responsabilità estesa dei produttori di imballaggi nella disciplina nazionale. L&#8217;Europa tenta di scoraggiare la produzione e l&#8217;uso di imballaggi non riciclabili e imputa ai produttori il versamento di un nuovo contributo per sostenere le spese dei comuni. I nuovi obblighi incideranno sul contributo ambientale Conai. Scopri i dettagli e come recuperare quanto versato per gli imballaggi esportati all&#8217;estero.</p><h2>Imballaggi e rifiuti correlati: le novità del decreto che modifica il TUA</h2><p>Pubblicato in gazzetta ufficiale l&#8217;11 settembre scorso, il 26 settembre 2020 è entrato in vigore uno dei decreti inclusi nel nuovo pacchetto europeo sull&#8217;economia circolare; mediante cui l&#8217;Italia continua l&#8217;adeguamento legislativo nazionale alle norme comunitarie.</p><p>Il decreto in questione è il D. Lgs. 116/2020; questo recepisce due delle quattro direttive europee approvate nel 2018 dall&#8217;UE (la 2018/851 e la 2018/852) e modifica il Testo Unico Ambientale (TUA – D. Lgs 152/2006: uno dei testi cardine della disciplina sui rifiuti).</p><p>Il D. Lgs. 116/2020 modifica interamente la parte IV del TUA e introduce <strong>novità interessanti per i produttori di imballaggi,</strong> come il concetto della responsabilità estesa dei produttori.</p><h3>La responsabilità estesa dei produttori di imballaggi: di cosa si tratta?</h3><p>Quello della responsabilità estesa dei produttori è uno dei principi fondamentali della direttiva UE 2018/852, che rende i produttori responsabili del fine vita dei prodotti.</p><p>Il D. Lgs. 116/2020 recepisce quanto disposto dalla direttiva europea, determina le responsabilità, i compiti e i ruoli dei produttori e stabilisce che questi versino un contributo finanziario per coprire i costi della raccolta differenziata sostenuti dai comuni.</p><p>I produttori di imballaggi sono quindi tenuti a <strong>versare una quota per coprire i cosiddetti &#8220;costi efficienti&#8221; sostenuti dai comuni</strong> per la raccolta, il trasporto e il trattamento dei rifiuti di imballaggi. Costi a cui bisogna aggiungere le spese sostenute dagli stessi enti locali per l&#8217;informazione e la comunicazione ai consumatori finali.<br />L&#8217;entrata in vigore di questo regime è fissata al 2024.</p><p><strong>Chi è il produttore in questione?</strong><br />Colui che in qualità di persona fisica o giuridica si occupa per professione di: sviluppo, fabbricazione, trasformazione, trattamento, vendita o importazione di imballaggi.</p><p><strong>Chi stabilisce a quanto ammonta il contributo da versare?</strong><br />Secondo il D. Lgs. 116/2020, spetta all&#8217;Autorità di Regolamentazione per l&#8217;Energia e Ambiente (ARERA) procedere all&#8217;individuazione del contributo finanziario che i produttori dovranno versare. Il decreto assicura un trattamento equo a tutti i soggetti relativamente alla loro quota di mercato.</p><p><strong>Cos&#8217;altro spetta ai produttori di imballaggi?</strong><br />Entro il 31 ottobre di ogni anno, questi soggetti sono tenuti a comunicare al nuovo Registro Nazionale dei Produttori:</p><ul><li>Un piano specifico di prevenzione e gestione relativo all’anno successivo</li><li>L&#8217;entità del contributo ambientale per l&#8217;anno successivo (con il dettaglio dei valori di costo)</li><li>Il bilancio (in caso di sistemi collettivi) o il rendiconto dell&#8217;attività di gestione (in caso di sistemi individuali)</li><li>Una relazione sulla gestione dell&#8217;anno precedente con il dettaglio degli obiettivi raggiunti e/o le eventuali ragioni che hanno impedito il conseguimento degli stessi</li></ul><p>Il produttore di imballaggi dovrà aggiungere a tutto questo la comunicazione dei dati circa l&#8217;immissione sul mercato dei propri prodotti e dettagliare le modalità e i sistemi che intende adottare per adempiere al rispetto dei nuovi obblighi di legge.</p><p><strong>Cosa rischiano i produttori che trasgrediscono questo principio?</strong><br />La modifica effettuata al TUA con il D. Lgs. 116/2020 riguarda anche il regime sanzionatorio, per il quale vengono modulate sanzioni già esistenti e definite delle nuove. Tra queste ultime ci sono anche quelle che interessano i produttori di imballaggi che non rispettano gli obblighi in materia di responsabilità estesa.</p><h4>I costi della gestione dei rifiuti di imballaggio: prima ed oggi</h4><p>Prima della direttiva UE 2018/852, ai produttori – secondo le norme in vigore – veniva chiesto di <strong>provvedere alla copertura dei &#8220;maggiori oneri&#8221;</strong> della raccolta differenziata di rifiuti di imballaggi. Un concetto troppo largo che è stato ora analizzato al fine di individuare una copertura plausibile per costi specifici.</p><p>Oggi, la direttiva prevede che entro il 2024 il sistema sia in grado – mediante il contributo dei produttori – di garantire la copertura delle spese sostenute dai comuni per almeno l&#8217;80%.</p><p>Inoltre, secondo le stime, questi cambiamenti provocheranno <strong>l&#8217;aumento della gestione dei costi</strong> il cui valore oscilla tra i 500.000 € e un miliardo di euro. Costi che saranno a carico del sistema consortile e quindi a carico dei produttori, dato che l&#8217;aumento provocherà il naturale incremento del contributo ambientale Conai.</p><p><strong>Tutto questo genererà una serie di benefici a catena.</strong> I produttori verseranno un contributo finanziario specifico che recupereranno dai prezzi sui manufatti. I comuni otterranno un contributo per sostenere le spese legate alla raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi. Pian piano la tassa sui rifiuti sarà eliminata e i consumatori sosterranno il sistema preferendo l&#8217;acquisto di prodotti più costosi, ma riciclabili e sostenibili.</p><p>In questo modo l&#8217;Europa tenta di scoraggiare la produzione e l&#8217;uso di imballaggi che non possono essere recuperati.</p><h3>Imballaggi esportati all&#8217;estero: come recuperare il contributo versato</h3><p>Per gli imballaggi prodotti, trasformati o trattati in Italia, ma esportati all&#8217;estero, la quota versata per il <a href="https://tecnovat.it/contributo-ambientale-conai-gli-importi-le-procedure-e-la-guida-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contributo ambientale Conai</a> può essere recuperata, perché saranno i consorzi e gli enti presenti nel paese di destinazione a pensare al loro smaltimento finale.</p><p>Dunque, le imprese possono fare richiesta di rimborso del contributo ambientale versato in Italia e provvedere al contempo al rispetto degli obblighi esteri previsti in materia di rifiuti di imballaggi.</p><p>Fai valere il diritto di rimborso che ti spetta e non vanificare l&#8217;opportunità di recuperare un interessante somma di denaro.<br /><strong>Affidati ai nostri esperti in fiscalità internazionale:</strong></p><ul><li>Registrazione al consorzio estero</li><li>Assistenza nella determinazione dei contributi annuali</li><li>Inoltro della dichiarazione put to market</li><li>Richiesta di rimborso dei contributi versati in Italia per le unità di imballaggio</li></ul><p><strong>Inserisci i tuoi dati nel form e sarai contattato da un nostro esperto per ricevere una prima consulenza gratuita.</strong></p>								</div>
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